Le nuove indicazioni
Il documento sulle nuove indicazioni per
il curricolo (D.M.del 31/7/2007) l comprende una cornice culturale comune
ai diversi gradi scolastici (denominata “Cultura, scuola, persona”),
una breve introduzione all’uso dei termini correnti (connessi all’idea
di curricolo nel contesto dell’autonomia) ed infine nel corpus vero
e proprio,delle indicazioni, distinte per la scuola dell’infanzia
e per il primo ciclo. Entrambi i segmenti scolastici presentano una stringata
introduzione pedagogica (che dovrebbe offrire il “senso” di
ogni ciclo scolastico) e, a seguire, l’articolazione rispettivamente
in 5 campi di esperienza (per la scuola dell’infanzia) ed in dieci
discipline (per le due scuole del primo ciclo).
Ogni campo o disciplina presenta un primo inquadramento concettuale, in
forma narrativa, ed una analitica individuazione dei traguardi di competenza
da conseguire, al termine di ogni livello scolastico. Per la scuola elementare
e media, oltre ai traguardi in uscita sono indicati anche obiettivi di
apprendimento, sempre distinti per disciplina, ad un maggior livello di
dettaglio, per la 3^ elementare, la 5^ elementare,. Un’ulteriore
scelta strutturale riguarda l’aggregazione delle discipline in tre
aree (dei linguaggi, storico-antropologica, scientifica) per ognuna delle
quali viene riservata una introduzione specifica. Ad una prima lettura,
dunque, l’impianto curricolare è fortemente centrato sulle
discipline e sulla loro articolazione in traguardi-obiettivi di apprendimento.
L’aggregazione delle discipline del
curricolo in aree rappresenta un’ulteriore novità rispetto
alle precedenti Indicazioni/2004, ma non in termini assoluti, perché
già nelle bozze dei curricoli De Mauro facevano capolino le aree
disciplinari, che avevano poi un “padre autorevole” nei programmi
del 1985 per la scuola primaria: la struttura per ambiti era la motivazione
“nobile” della controversa organizzazione modulare dell’insegnamento
elementare, che oggi torna a rafforzarsi dopo la sfortunata vicenda del
tutor.
C’è anche da ricordare che l’aggregazione delle discipline
in ambiti/aree è una prerogativa riconosciuta agli insegnanti nel
regolamento dell’autonomia (Dpr 275/99) e quindi l’intervento
regolatore del centro dovrebbe essere ridotto al minimo. Infatti, mentre
nel testo delle indicazioni le aree sono definite con molta precisione,
sono tre (linguistica, storica, scientifica) e per esse è prevista
una sorta di fondazione epistemologica (come modalità di organizzazione
della conoscenza), nel decreto attuativo la struttura per aree e più
blanda, infatti si lasciano aperte diverse forme di aggregazione.
Poiché il testo lascia aperti numerosi interrogativi riguardanti
ciò che è prescrittivo e ciò che non lo è;
questa scuola, e il documento si esprime in questa direzione – intende
attuare una didattica “operativa”, capace di coinvolgere bambini
e ragazzi, di assicurare una buona qualità degli apprendimenti,
attraverso un approccio “laboratoriale” che, come ricordano
le Indicazioni, non è solo un riferimento a spazi appositamente
dedicati, ma uno stile aperto di insegnamento, interattivo, cooperativo,
dialogato, capace di mettere in risalto il valore formativo, , esplorativo
dei diversi saperi disciplinari, attento alle connessioni piuttosto che
ai confini tra le discipline.